WhatsApp contro le bufale sul Coronavirus: nasce l’information hub.

WhatsApp mette a disposizione 1 milione di dollari per creare un hub informativo per combattere le false voci sul Coronavirus.

Questa volta i colossi fanno sul serio e WhatsApp non è da meno. Dopo aver annunciato l’alleanza tra i grandi della Silicon Valley contro il COVID-19, l’azienda acquistata da Facebook, vuole combattere la mala informazione e bufale che si ritrovano sulla propria app. In collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità, Unicef e Undp, la nuova piattaforma punta sul fact-checking per dare supporto a chiunque cerchi informazioni sicure. A fronte di questo, Whatsapp si è anche impegnato con la donazione di 1 milione di dollari all’International fact-checking network del Poynter Institute.

Il fact-checking non è altro che la verifica dei fatti, un lavoro di accertamento degli avvenimenti citati e dei dati usati, per monitorare le notizie false o fuorvianti diffuse in Italia e all’estero.
Un servizio indispensabile per fornire alle persone la giusta informazione ed evitare così la diffusione di fake news.

Ecco come funziona l’hub.

Su whatsapp.com/coronavirus la guida rivolta ad operatori sanitari, educatori, leader delle comunità, organizzazioni no-profit, governi e imprese locali che utilizzano WhatsApp per comunicare. Il sito mette a disposizione anche informazioni attendibili sulla salute e consigli su come contrastare il diffondersi di notizie non verificate.

In Italia le chiamate e i messaggi sono aumentati del 20% rispetto ad un anno fa e WhatsApp ha quasi raddoppiato la capacità del server per supportare al meglio la crescente esigenza di chiamate voce e video in tutto il mondo. Ormai ha raggiunto i 2 miliardi di utenti.

La donazione di 1 milione di dollari di WhatsApp sosterrà il fact-checking della #CoronaVirusFacts Alliance, che si estende a più di 100 organizzazioni locali in almeno 45 Paesi.

WhatsApp ha lavorato per portare oltre una dozzina di organizzazioni di fact-checking direttamente sulla propria App, in modo che possano ricorrere al crowdsourcing e segnalare le voci che potrebbero circolare su vari servizi di messaggistica, tra cui WhatsApp stesso o sms. In modo da garantire che le comunità locali siano più consapevoli e possano non farsi ingannare dalle potenziali notizie false.

Sappiamo – spiega Will Cathcart, responsabile di WhatsApp – che i nostri utenti stanno utilizzando WhatsApp più che mai in questo momento di crisi, sia che si tratti di amici e persone care, sia che si tratti di medici, pazienti o di insegnanti e studenti. Volevamo mettere a loro disposizione una risorsa semplice, che potesse aiutare le persone a stare in contatto in questo momento“.

Ci fa anche molto piacere – sottolinea – poter collaborare con il Poynter Institute, per far crescere il numero di organizzazioni che si occupano di fact-checking su WhatsApp, e per sostenere il loro indispensabile lavoro per combattere le notizie false. Continueremo anche a lavorare direttamente con i ministeri della salute di tutto il mondo, per dare loro la possibilità di dare aggiornamenti direttamente tramite WhatsApp“.

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