11 errori di Social Media Advertising da evitare in una campagna

Social Media Advertising, non è poi così semplice…

Per una volta, invece di dirvi “cosa fare”, vi diciamo cosa “non-dovete-fare”. Una guida “al contrario”.

Da tempo chiedevo alle ragazze, al team di Exxmedia che segue le pagine social dei nostri clienti, di preparare una best practice di consigli da divulgare su cosa fare per una buona campagna Social. Come sempre, mi hanno ascoltato: “ti abbiamo preparato cosa non fare”. In ufficio, come a casa, fanno quello che dico io.

Del resto, in questo periodo i consigli sul Social Media Marketing ormai si sprecano ed in molti hanno pensato di trovare l’uovo di Colombo, spiegando cosa fare e non fare per avere successo. Avranno ragione?

Eccovi 11 consigli per evitare gli errori più comuni. Vediamoli.

1. Non comprendere gli obiettivi degli annunci

L’obiettivo? Troppo spesso si preparano campagne senza neanche saperne il perché, mossi il più delle volte dalla paura di una situazione economica in quel momento stagnante, dal fatto che ormai le campagne le fanno tutti, dal fatto che sembra così facile farsi conoscere ed avere successo sul web…

Vuoi aumentare l’awareness? Aumentare le vendite? Cosa vuoi?

2. Il rischio spam.

Convinti che coprire il territorio sia sinonimo di aumentare le possibilità, molti tendono a creare un targeting davvero troppo ampio: età compresa tra i 18 e i 65 anni, in tutto il mondo, con interessi diversissimi. Questo è in primis l’errore di social media advertising più comune.

Anche se strano a dirsi, può essere controproducente: la potenza dei social sta nella capacità con cui siamo in grado di utilizzarli per una comunicazione rilevante per gli utenti.

Targetizzare significa circoscrivere una determinata tipologia di utenti con esigenze o interessi che i nostri prodotti/servizi possano soddisfare. Inutile parlare di Ferrari a mia nonna che neanche usa la bici. Inoltre utilizzare il pixel di Facebook permetterà di eseguire il remarketing per i visitatori di un prodotto specifico o per l’abbandono del carrello.

3. Mettere il brand prima dell’utente.

Ti chiami Apple? Non credo. La pubblicità sui social media riguarda un processo di scoperta. Considera la capacità del tuo annuncio di incuriosire o di offrire un suggerimento, un consiglio o un’informazione utile. Poche aziende possono permettersi di non pubblicizzare i propri prodotti.

Il tuo advertising dovrebbe stimolare l’interesse da parte del pubblico. In questo senso un: “Commenta se…”; “Se ti piace…”; “Qual è il tuo preferito…?”. Sono tutte formule con cui catturare l’attenzione e invitare al dialogo.

4. Non utilizzare il remarketing

Se hai installato il pixel di Facebook sul tuo sito web, hai per le mani uno strumento utilissimo per fare strategia: crea due set di annunci, il primo orientato a coinvolgere le persone su un determinato prodotto o linea di prodotti. Assicurati di utilizzare il pixel di Facebook nel monitoraggio per ampliare un pubblico in linea con la tua attività. Il secondo per creare il vero e proprio remarketing rivolto solo alle persone che hanno fatto clic sul primo set di annunci e non hanno acquistato.

Sai già che non hanno acquistato e non sono più di tanto interessati, quindi puoi interrompere la pubblicazione del primo set per chiunque non abbia visitato la pagina di ringraziamento dopo l’acquisto. A questi potresti proporre, la spedizione gratuita, sconti o altri benefit per tornare e acquistare subito.

Tieni traccia delle conversioni su questi set e confrontale con le tue vendite.

5. Sottostimare gli annunci.

Sebbene Facebook ci dia già un’indicazione del pubblico potenziale che è possibile raggiungere con un determinato budget è bene settare il giusto investimento in base al target. Ricorda, è come per gli spot alla tv, li vedi più volte in un breve lasso di tempo e te li ritrovo su più canali televisivi, sembra quasi ti inseguano. Così è per i post sponsorizzati su Facebook, le persone hanno bisogno di vedere più volte lo stesso annuncio prima di interessarsene.

Sembrerà impossibile, ma ogni giorno vediamo fino a 5.000-20.000 messaggi pubblicitari e il tempo trascorso su Facebook è di più di due ore al giorno (incredibile vero?) con una sessione media di 20 minuti. Ci sono 300 milioni di foto caricate ogni giorno su Facebook e queste arrivano proprio al tuo pubblico di destinazione. Fai vedere il tuo annuncio almeno dalle 8 alle 12 volte, sarà più facile ingaggiare un utente. Fai il piazzista, insisti a bussare alla porta del tuo pubblico fino a quando non avrai un appuntamento.

6. Non avere una strategia pianificata.

C’è una vera e propria scienza dietro l’ottimizzazione di ogni attività pubblicitaria su Facebook ed Instagram. Ci sono persone che spendono qualche anno a studiare come meglio usare i Social ed anche dopo continuano a tenersi aggiornati ed a formarsi perché Facebook è sempre in movimento. Altro segreto: sperimentare, modifica il target se necessario, prima di lanciare la tua campagna crea A/B test su pubblici più piccoli e solo dopo aver individuato l’annuncio che performa meglio, dai il via alla tua campagna.

7. Usare gli User Generated Content senza autorizzazione

Non c’è pubblicità migliore se non quella spontanea, la cosidetta User Generated Content. I contenuti creati, a costo zero tra l’altro, dai tuoi fan. I tuoi follower scattano foto, creano contenuti e promuovono il tuo brand in modo del tutto spontaneo con la loro rete di amici. Gli UGC sono considerati uno dei messaggi di vendita più affidabili dagli utenti, ma per usarli devi ottenere l’autorizzazione a farlo. Cerca modi originali per integrare con questi contenuti in modo da avere un ulteriore ritorno di visibilità da parte degli utenti stessi.

8. Non sfruttare creatività e CTA.

Hai due punti essenziali, due compiti:

1- Fantasia al potere, sii il numero 10 per creare la campagna sui Social. Caroselli o annunci con più foto possono portare a performance migliori. Puoi raccontare una vera e propria storia e coinvolgere più facilmente il pubblico.

2 – Usa la Call To Action, scegli un copy allettante e super breve, per acchiappare i clic del tuo pubblico. Punta su una promo o uno sconto particolare per un periodo di tempo.

9. Non puntare sulla Brand Awareness.

Sembra facile e le cose facili, fatalità, capitano sempre agli “altri”. Spesso si leggono testimonianze su quanto sia semplice vendere grazie a Facebook. Ma è un errore pensare basti fare pubblicità sui social media e si venda automaticamente di più. La pubblicità sui social andrebbe considerata in termini più ampi. E in questo senso anche la brand awareness dovrebbe rientrare tra gli obiettivi primari. Non guardare solo al cassetto, all’uovo oggi , ma anche alla gallina domani.

Se tutti i tuoi annunci punteranno su “compra”, “acquista” e “clicca” senza proporre alcun contenuto rischierai di perdere in valore di reputazione e di conseguenza ti giocherai le possibilità di conversione anche delle campagne successive.

10. Puntare tutto sui “Mi piace”.

E basta con sti “guardo i like” e capisco quanto sono seguito. OK, se il tuo scopo ed obiettivo è godere di quel numeretto che sale, allora si, hai fatto centro. Presumo tu voglia però di più che un semplice aumento di like, vuoi risultati diversi, economici magari e forse anche di branding per future azioni di marketing. O sbaglio? Tra gli errori più comuni, forse il più grande, di social media è quello di dimenticare che l’obiettivo finale resta sempre quello di vendere.

Le statistiche mostrano che potrebbero essere necessari da 8 a 10 mesi per passare da un like a una vendita, dunque intrattenere il pubblico offrendo contenuti apprezzabili e rilevanti è giusto, ma è solo un passaggio che ti consentirà di ottenere più dati sul tuo pubblico per creare i tuoi successivi annunci di conversione.

11. Dare in mano una Ferrari ad un non-patentato.

“Non ci vuole mica un genio, basta essere giovani, mia figlia lo è e sta tutto il giorno su Facebook, quindi la mia pagina aziendale e le campagne può gestirmele lei, così risparmio”. Poi, dopo qualche tempo: “Ahhh, Facebook non funziona”. Dai? Ma davvero? Quante volte ho sentito di queste storie e sapete quante campagne sviluppate da questi “figli smanettoni” ho visto funzionare? Neanche una. Se qualcuno di voi ha un figlio, l’amico del figlio, il figlio dell’amico, che è così bravo, presentatemelo, abbiamo un lavoro per lui.

La tua azienda è seguita da uno staff attrezzato e preparato in materia di Social Media Marketing?

Vuoi approfondire e valutare l’idea sia il team della Exxmedia a sviluppare una strategia su Facebook, Instagram e altri canali Social? Ci beviamo un caffè e ne parliamo, volentieri.

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