Passare dalla carta all’ agenzia web

Com’ è cambiato il mondo che non cambia.

Era una notte buia e tempestosa? No, la sera del 28 gennaio 2019, non lo era, era invece il giorno in cui, dopo 26 anni dettati da scadenze quindicinali, mi vendo il free press, il mio free press, il mio quindicinale che tanto ha caratterizzato buona parte della mia vita non solo lavorativa. Primo nel suo genere, scopiazzato ed inseguito da molti post editori locali del bassanese. Mai raggiunto.

I motivi per cui ho ceduto il passo? Ho più risposte, ma le tengo per me o, al massimo, ve le racconto davanti ad un caffè.

Cosa faccio adesso?

Sono “open source”, liberamente modificabile dagli ut(ev)enti. Sviluppo strategie digitali, siti aziendali, realizzo progetti ed analisi web con il supporto di ragazze (ho sempre avuto più a che fare con donne che con maschi, chissà come mai) impregnate di Google, social media come Facebook o Instagram, web marketing strumenti e software vari dalle quali imparo, o ci provo, molto ogni giorno. Una vera web agency, anzi, agenzia web, mi piace di più.

A dire il vero, dal 2007 già proponevo ai miei clienti la realizzazione di siti web e da 3 anni o poco più sono costantemente in formazione per crescere. Caspita, a 54 anni “crescere” mi sembra un verbo fuori luogo ma ho capito quando si dice che l’età fisiologica è una cosa mentre quella che ti senti addosso è un’altra. 

Entusiasmo, ecco quello che ho ritrovato, dedico ore, giorni festivi, a quello che viene chiamato “lavoro” e grazie a questo mi è tornata in mente una massima che mi era propria qualche bell’anno fa e poi dimenticata quando anche la seconda parte di questa non rispecchiava la verità: “non mi piace lavorare ma mi piace il lavoro che faccio”.

Perché “Come cambia il mondo che non cambia”?

Non dirò mai ad un cliente  non “fare” la carta, anzi, ne sono ancora un promotore e convinto. Il mondo (però) cambia. Ma nonostante si parli di pay per click, motori di ricerca, progetti web, c’è un sacco di non-conoscenza di quanto possano fare queste attività o un sito internet aziendale in termini di fatturato e di contatti.

Pensavo fosse il target al quale ero abituato, il  commerciante medio, il piccolo artigiano, invece la compagnia di chi si lamenta ma non si smuove dalla comoda sedia del “lamentarsi è meglio dell’agire” è ben più ampia.

Ecco, il mondo è cambiato (per me) ma non sono cambiate le abitudini di alcune aziende che, nonostante fatturati importanti e decine di dipendenti, sono con siti web obsoleti, fermi a contenuti di qualche anno fa, prodotti nuovi nemmeno inseriti nella voce “prodotti” ed altro ancora.

Mai lasciare la strada vecchia per la nuova?

Sei d’accordo? Vuoi approfondire l’argomento? Ci fa piacere.

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